La vita è navigare in un mare sconosciuto, fatto di notti piene di torpore e di albe con voglia di ricominciare. Il dondolio del mare calmo è sinonimo di una vita superficiale, dove tutto è scontato ed i giorni trascorsi con monotonia, non introducono a giornate di sole. Nocchiero sulla barca è ognuno di noi ed il mare esige una rotta, per evitare secche e marosi. Non avere una rotta precisa, a volte porta alla tempesta perfetta, coinvolgendo anche i compagni di traversata. Il mare è affascinante e tremendo, ci vuole un lupo di mare per cogliere i segni e discernere i venti. Lo sciabordio delle onde sul legno è presagio di quello che avverrà, ci vuole un comandante accorto e preparato. Il vangelo più volte parla di barca, mare, venti e tempeste, sono le situazioni della vita, ma indica anche le coordinate per affrontarle: Gettate la rete sulla parte destra...all’alba, quando il buio lentamente diventa giorno, in quella via di mezzo della vita dove non sai chi sei, cosa vuoi, solo vuoto, vuoto del cuore, urgente trovare motivi e parole che accendono. Su quel mare ci siamo tutti, con i nostri dubbi, inquietudini, ma anche memoria di bellezza, amore, gioia. Bisogna gettare la rete e con stupore, scoprire che lo stesso mare inquieto dà molto più di quello che cerchi. Finalmente rivesti nudità di uomo e tempo per essere te stesso. Dio moltiplica il poco che ho, se mi fido di lui e lo ritrovo negli occhi di chi amo sulla sua Parola, nel suo corpo piagato d’amore. E ritrovo il senso vero dell’amore, tutte le volte che sono capace di non fermarmi al ti voglio bene assai, ma al tu mi riempi, mi basti, sei la mia vita. Mio Dio, Mio Signore!

29 aprile 2022                       Don Rino