Santo Natale

"La pandemia ci ha fatto ripensare ad un rapporto con Dio in un modo totalmente diverso. In queste quattro domeniche di avvento l’attesa è diventata una ricerca nel deserto, di quello che siamo, di quanto amiamo il Signore, di quanto è protagonista nella nostra vita. Ma cosa ci ha condotto qui davanti a questo presepe? Forse la ricerca del senso della vita, perché cercare il volto di Dio, cercare la felicità, è cercare qualcosa che dentro di me dia senso a quello che faccio, e non è semplice. Io posso essere l’uomo più impegnato di questo mondo, avere prestigio, titoli, soldi, ma allo stesso tempo essere profondamente deluso dalla vita. Quanta gente si deprime, si suicida. Abbiamo bisogno di qualcosa che riempie il cuore, perché dinnanzi a quella sofferenza, a quella morte, io ci devo trovare la risposta. E’ la risposta di un Dio che è innamorato, un amore che spesso noi non lo vediamo, cercando gratitudini negli altri, quello di Dio ci sembra soltanto dei precetti o una morale che dobbiamo seguire. Ma non c’è una storia d’amore tra noi e Dio. Dobbiamo recuperare questa storia d’amore, di un Dio che non mi giudica, che non mi ha messo qui a buttare sangue, pensare che c’è solo un modo per essere felici: una vita si vive solo per amore, un amore per cui valga la pena, un amore che vale anche la pena salire su quella croce. Un Dio che si consegna nella povertà più assoluta; un Dio che si consegna all’ uomo nella fragilità di un bambino che ci guarda con tenerezza.

La storia d’amore di Maria e Giuseppe, capaci per amore di accettare il progetto di Dio, è in fondo quello che è stato chiesto a ciascuno di noi, pellegrini nel tempo alla ricerca di cose che diano un senso al nostro camminare, cose che respirano di infinito, cose che respirano di mistero, perché noi siamo mistero a noi stessi, il vivere ed il morire non è altro che un mistero. Davanti a quel presepe, pensare a questi due personaggi molto umani, che danno la capacità di far incarnare Dio nella storia, l’Emmanuele, è un grande mistero, che porta allo stupore, magari ad un dubbio di fede, ma che porta dinnanzi ad un mistero dove c’è soltanto silenzio. E’ lì che comincia l’avventura dell’uomo, la ricerca di quel volto, alla sete di felicità. Giovanni, l’evangelista, esprime, in fondo quello che cerchiamo noi. Chi è Dio? Chi sono io nel mistero di Dio? Perché Dio scende? Qual è il senso ultimo della creazione? Noi come cristiani siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, e questo vuol dire avere frammenti di eternità, che nel tempo abbiamo perso perché mi sono scostato da lui. Tutta la Bibbia non è altro che un popolo scelto che va a trovare il senso della propria esistenza, riuscendo ad intuire un rapporto tra me e Dio come una storia d’amore, che parla attraverso gesti d’amore e parla per amore. Noi abbiamo ridotto Dio ad un giudice, ad un Dio che manda all’ inferno, ad un Dio che esige un prezzo per qualsiasi cosa si fa, ma non è mai una ricerca di piacere all’ amato. Giovanni dice che durante questo cammino si scopre di essere stati creati ad immagine e somiglianza attraverso il Verbo, una parola che, nel momento in cui viene detta, esprime vita perché Dio è fonte della vita, e noi siamo fatti di vita, questo respiro di Dio che ci portiamo dietro e che dovrebbe illuminare il nostro camino, non facendoci cedere ad una quotidianità che porta a staccare la spina, ma ricercare sempre di più, nelle pieghe del nostro cuore. I nostri fallimenti d’amore sono questa ricerca che scambiamo, al posto di Dio, con altre cose che danno un piacere immediato ma che non esprimono la grandezza dell’eternità, non diventano poesia. Ecco perché si hanno tanti amori, e che trovare quello giusto porta a pensare: Ma tu dov’eri? Perché in fondo ti ho cercato. Il Natale è dare vita a quello che è gesto d’amore di Dio, è dare vita a quello che penso, a quello che voglio, a quello che per me è fondamentale, scoprire di essere pensato, amato. Scoprire che un Dio diventa uomo per mostrare la tenerezza di un Padre, che piange per la mia infelicità, per il mio non trovare senso a questa vita senza amore. Ma noi quali amore viviamo? Quanti amori viviamo? Quali sono gli amori veri? Sono quelli dove non si paga un prezzo, dove non viene chiesto nulla in cambio, dove l’amore è la mia felicità, senza la felicità dell’altro. E’ la capacità di sapersi mettere da parte, per dare vita. Lui è il volto che cerco, Lui è la mia felicità. Questo Natale, causa pandemia, sarà difficile per tanti motivi, forse però tra questi motivi c’è spazio per pensare alla vita. 70.000 morti fanno pensare alla vita, e poi non saprai mai se farai parte di quei 70/80.000 perché tutto è provvisorio nella vita, scoprendo però che tutto è dono, anche la vita, e che non la possiamo sciupare, ma anzi essere testimoni di lieti annunci, dire che noi non siamo soli, abbandonarci a Dio non avendo paura della morte perché dolore e sofferenza faranno parte sempre del nostro cammino, ma vissuti nell’ amore di Dio diventano, come disse San Francesco d’Assisi, sorella morte, e compagni di viaggio.

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